Giro d’orizzonte IV

Tartaglia spera nel trasferimento in una comunità di recupero. Credo che sarà difficile trovargli posto, ci sono già quelli di sinistra, Bersani in testa, che hanno problemi di identità. A proposito di Bersani. Quando ha letto il nome del candidato alle regionali del Lazio ha esclamato “Dio! Bonino”, al che un suo collaboratore toscano ha risposto “Oh Bersani, ma ‘icchè bestemmi pure ora? “  Assurdo candidare Brunetta a sindaco di Venezia. Ma ve lo figurate Renatino quando deve andare in giro con il fenomeno dell’acqua alta? Probabilmente uscirà con una muta da sub…tanto lui è già normalmente…sub. Usando un termine ipocrita molto in voga da alcuni anni possiamo dire che lui è “diversamente alto”. Credo che un disabile trovi più offensivo quel “diversamente” piuttosto che essere chiamato disabile. Diversamente abile!? Posso fare qualcosa di “diverso” se sono paralizzato? Forse sì, mandare a quel paese chi si è inventato quel “diversamente abile”. Maroni ha detto che è ora di finirla con il lavoro nero! Mi associo! Però non ho capito cosa intenda. Lavoro nero come mano d’opera africana o lavoro “in” nero in quanto a paga? Adesso la raccolta delle arance la fanno i rumeni: chissà dove andranno a dormire visto che hanno demolito tutto? Alcuni non hanno problemi, si autoinvitano dentro la casa di qualche abitante del posto, lo malmenano, abusano della moglie, si portano via qualche soldo e poi se la squagliano. Ma che fine hanno fatto gli stagionali indigeni? Magari con qualche accorgimento sindacale e una paga adeguata si potrebbero usare, come un tempo, le donne e i giovani disoccupati. Ma no! Si toglie il lavoro ai nuovi schiavi e il malaffare alle associazioni a delinquere di stampo mafioso. Però si potrebbe tentare con quelli del PD, tanto non combinano un accidente in Parlamento.. e allora che dìano una mano per la raccolta della frutta, loro che sono esperti, visto che da tempo sono “alla frutta”!

Claudio Pompi

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Il “manifestato”

Mitico! Il Cavaliere regalerà la sua faccia insanguinata dopo l’aggressione di Tartaglia portandola su un manifesto sei per tre, una gigantografia divisa in due sezioni, da esporre nelle città italiane: di lato lo slogan “L’amore vince sull’odio”, sull’altra metà del manifesto ci sarà il volto tipo mummia semisfasciata e altro slogan  “Basta con le fabbriche dell’odio”. Goebbels si rigirerà nella tomba per la rabbia di non averla avuta lui una idea così geniale dal punto di vista propagandistico. Però una cosa del genere si presta a varie interpretazioni da parte dei meno attenti e potrebbe gettare un fascio di luce poco gradevole sull’immagine del nostro amato Premier. Uno vede la faccia appena colpita e sanguinante e legge lo slogan “L’amore vince sull’odio”, a vederla così si direbbe il contrario, a meno che lui non rappresenti l’odio e Tartaglia (che non appare) rappresenti l’amore. L’immagine e lo slogan potrebbero essere interpretati dai meno attenti anche come il risultato di un incontro tra il Premier e la ex consorte Veronica Lario che recentemente ha chiesto una cifra astronomica al nostro Premier. Passando all’altra metà del manifesto c’è il rischio che qualche sindacalista, esclusa la Polverini che sta a catena come un cane docile e innocuo con la sua UGL, potrebbe arrabbiarsi e dichiarare lo sciopero generale visto che di fabbriche chiuse già ne abbiamo parecchie. L’idea del PDL come partito dell’amore non è male in fondo, però neanche originale se vogliamo; Cicciolina ci provò ma si accorse che quello che voleva fare lei già lo facevano i deputati per conto loro. Al massimo lei poteva partecipare alla grande ammucchiata. Se fossi  Bersani farei un contro-manifesto con la faccia di Tartaglia dopo la cattura e di lato la frase “ Ti sei preso Palazzo Chigi a Roma? Adesso prenditi pure il Duomo di Milano!” Povero Tartaglia, con un gesto del genere che ha portato una sana ventata di “riflessione e apertura al dialogo” il Cavaliere non gli riconosce neanche un euro per i diritti d’autore. Non si preoccupi! L’anno prossimo gli daranno il Premio Nobel per la pace, lo danno a tutti ormai.

Claudio Pompi

Giro d’orizzonte II

Il Parlamento vuole che Berlusconi chiarisca alla camera se ci è andato o meno con Noemi o con altre gentili signore di bocca… buona . Ora figuratevi che scena pietosa si presenterebbe agli occhi degli italiani se ammettesse la cosa. Quelli della destra e della sinistra con le mani sulla patta dei pantaloni a confermare che gli “estremi si toccano” e fuori dal parlamento si fanno toccare. Silvio che descrive luoghi, circostanze e poi parte dai preliminari. Una voce della sinistra che spazientita e vogliosa grida – I fatti, signor Presidente! Vogliamo i fatti!- e tutti a mormorare il loro dissenso verso il collega che toglierebbe il patos mentre la camera  cala nella penombra e sui banchi compaiono abat-jours e telefoni intercomunicanti. Poi la descrizione delle varie posizioni assunte, compatibilmente con l’artrosi che a settantadue anni suonati c’è, e come! Infine la descrizione dell’orgasmo raggiunto e giù un applauso da stadio e fischi all’americana con tanto di accendini accesi che oscillano da parte del PDL. Un trionfo dei sensi in tutti i sensi mentre Bersani i sensi li perde nuovamente dopo che li aveva persi alla guida di un partito senza senso. Vespa subito a scrivere un altro libro dal titolo “ il Kamasutra secondo Silvio” e  Marrazzo a scrivere il “ Ka… m’hanno incastrato”.

Obama non ha di questi problemi (con una moglie come Michelle gli sganassoni se li prende a due a due fino a quando non diventano dispari) però si è incavolato molto perché non sapeva di avere Rambo a Fort Hood nelle vesti di un medico di origine giordana e pure musulmano (ma dove se li vanno a capare?) che ha fatto una carneficina con ben tredici morti e trentuno feriti di cui alcuni gravi. È proprio vero che la realtà molte volte supera la fantasia come nel caso delle Twin Towers ma è altrettanto vero che se gli americani dopo la seconda guerra mondiale non hanno più vinto un conflitto un motivo c’è, e ce l’hanno in casa.

L’OCSE ha detto che l’Italia è in ripresa e Berlusconi ha affermato che siamo il sesto paese più ricco della terra. Mi sa tanto che abito in un altro mondo oppure l’OCSE mi deve dire dove si ubriaca la sera. Ve la ricordate la statistica del pollo per ogni abitante? C’è chi ne mangia dieci e ci sono dieci abitanti che non vedono neanche le penne del pollo. Il Cavaliere dice che gli italiani sono ottimisti.

Questa certezza conferma la mia certezza di non essere italiano, al massimo un immigrato in attesa di cittadinanza. Il mio ottimismo poi crolla quando penso ai due progetti di questo governo: Banca del Mezzogiorno (forse perché a quell’ora si mangia?) e Ponte sullo Stretto di Messina ( se non frana prima!). Io sarò pure non italiano e magari pure sospettoso ma credo che in fila, davanti alla Banca del Mezzogiorno, vedremo società “onorate”, capi cosca, N’drangheta, Camorra con i casalesi in testa, assessori di vari comuni. Un bel modo per pagare e far stare buono un certo elettorato. Poco tempo fa guardando una tv privata ho letto un cartello che diceva “Benvenuti a Casal di Principe, sotto il quale qualche buontempone ha aggiunto…”abbasta che nun scassate ‘a mazza”. Un chiaro invito a farsi gli affari propri!

Per tornare ai polli, tra tanta confusione e disinformazione strategica ecco uno che ci rassicura e dice che presto l’aviaria si unirà con la suina e allora ci sarà da ridere. Io l’unico modo che conosco di mettere insieme un maiale e una pollastrella è dentro un letto. Scegliete voi la… “camera”.

Claudio Pompi

Crocifisso licenziato

Ufficialmente la maggioranza protesta contro la decisione del tribunale di Strasburgo, dove i giudici sono stra-ordinariamente stra-fatti (ma che fumano?) per la sentenza che obbliga l’ Italia a togliere il Crocifisso dalle aule scolastiche dopo la denuncia di una mamma, Soile Lautsi, atea per sua scelta e non per imposizione. Dicevamo che ufficialmente la maggioranza protesta ma il Cavaliere invece gongola segretamente. Il motivo? Ma è semplice! Con questa scusa chiederà che venga tolta anche la foto del Presidente Napolitano, in quanto ex comunista ma ancora con tendenze sinistrorse in atto. Tutto per una par condicio politico-religiosa. Povero Cristo! Lui se ne stava li, inchiodato al muro oltre che in croce da secoli. Non se lo filava nessuno tra gli studenti o scolari. Ha ascoltato per decenni le cazzate ideologiche di quanti si avvicendavano al potere: Papi (non Silvio, che avete capito!?), Sabaudi, Sabaudi e fascisti insieme (ecco perché lo vediamo sempre con il capo chino!), Presidenti della prima e seconda Repubblica. Insomma era sempre in compagnia di qualcuno. L’unico maestro ad essere sempre in classe, anche d’estate, quando non c’era nessun rompicoglioni di studente o professore politicizzato. L’unico maestro che non è finito sotto le grinfie della Gelmini quando molti altri maestri o professori sono finiti a casa. Lui che non è rientrato nella riduzione di docenti adesso viene sfrattato, cacciato, quasi accusato di pedofilia psicologica in quanto la sua sola presenza potrebbe disturbare la psiche dei bambini non cattolici. È come se qualcuno viene a casa mia con un figlio e mi dice – Togli la foto di tuo nonno perché mi disturba il pupo!- chiaramente io risponderei allo sgradito ospite – Ma va in malora te e il pupo! Chi cavolo ti ci ha fatto venire? –  Non riesco a capire quale può essere il trauma visto che se ai ragazzi di oggi domandi chi è Cristo bene che ti vada ti rispondono che è il trequartista della Roma, squadra che Cristo rifiuterebbe perché non c’è miracolo con il quale salvarla. Lui sta lì in classe, buono buono, ascolta le telefonate al cellulare degli studenti e magari dà pure una sbirciatina alle chiappe che emergono dai pantaloni a vita più che bassa…inesistente di qualche studentessa. Adesso deve sloggiare e accontentarsi degli uffici pubblici come i ministeri. Lì magari qualcuno tra gli impiegati lo guarda implorante e piangente da quando Renatino Brunetta li ha “crocifissi” sulle sedie e sulle poltrone. Poco tempo fa un impiegato ha guardato il Cristo in croce e ha detto ad alta voce – Salvaci o Signore!- Lui ha sorriso beffardamente – A me chi mi ha salvato quando sono finito davanti a Ponzio Pilato? Mò tenetevi Brunetta e schiattate come me!- Poi ha guardato verso il soffitto e si è rivolto al Padre – Padre perdona questi impiegati perché non sanno quello che fanno e se lo fanno, lo fanno male. Però come cavolo lo hai fatto sto Brunetta? Forse ti era finita l’argilla?- A parte gli scherzi bisogna dire che non si può accettare la decisione di Strasburgo. Ma se a te ateo dà fastidio il Crocifisso vattene in una scuola privata e non scassare la mazza a chi, come i cattolici, dello stesso non gliene è mai fregato niente ma non lo disturba. Bersani è cauto sulla sentenza, prima vuol sapere Cristo da che parte sta, visto che il Cavaliere ha aderenze anche lassù.

Claudio Pompi

Cinema, cinema, cinema!

Adesso tutto è più chiaro, scusate l’eufemismo, ma dietro a tutto questo vorticoso giro di video si nasconde la regia del Cavaliere! Intendiamoci bene, lui non voleva fare del male a nessuno, tantomeno a Marrazzo che senza dubbio ama come un fratello più giovane e inesperto. Lui vuole vincere il premio Oscar per il miglior film straniero, visto che Obama si è cuccato il Premio Nobel per la pace. E allora ha messo in campo tutte le sue forze per realizzare un film degno del miglior Tinto Brass. Il regista veneto gli ha anche telefonato per complimentarsi e per dirgli che neanche lui sarebbe stato capace di fare una cosa simile. Il titolo del film è un mistero, intanto si accontenta dei titoli sulla stampa. Senza dubbio è una collaborazione italo-brasiliana. Noi ci prendiamo i viados e loro si tengono Battisti menando il can per l’aia con la scusa della decisione dei giudici (forse de-viados?) Per ora il grande regista di Arcore ha realizzato il remake di “Fuga di mezzanotte” cambiando solo la prima vocale nella parola fuga…

A Palazzo Grazioli invece si è replicato più volte “Indovina chi viene a cena?” mentre da parte del PD hanno proiettato il film di Bersani “ Credevo fosse un partito e invece era un calesse”.

Prossimamente Palazzo Chigi verrà trasformato in multisala, ma a pagare il biglietto saremo solo noi italiani.  Come dicono le signorine annunciatrici… “la visione è consigliata ad un pubblico adulto”, e possibilmente paziente, aggiungo. Nota culinaria, non fraintendete e non giocate sulla parola dividendola per tre: dal menù del ristorante di Palazzo Chigi è stata tolta la “pasta alla puttanesca”, sembra che di questi tempi sia indigesta. Quelli della sinistra hanno chiesto che venisse tolto anche il “riso con piselli”. Forse perché c’è poco da ridere o perché i piselli sono di…importazione?

Claudio Pompi