Crocifisso licenziato

Ufficialmente la maggioranza protesta contro la decisione del tribunale di Strasburgo, dove i giudici sono stra-ordinariamente stra-fatti (ma che fumano?) per la sentenza che obbliga l’ Italia a togliere il Crocifisso dalle aule scolastiche dopo la denuncia di una mamma, Soile Lautsi, atea per sua scelta e non per imposizione. Dicevamo che ufficialmente la maggioranza protesta ma il Cavaliere invece gongola segretamente. Il motivo? Ma è semplice! Con questa scusa chiederà che venga tolta anche la foto del Presidente Napolitano, in quanto ex comunista ma ancora con tendenze sinistrorse in atto. Tutto per una par condicio politico-religiosa. Povero Cristo! Lui se ne stava li, inchiodato al muro oltre che in croce da secoli. Non se lo filava nessuno tra gli studenti o scolari. Ha ascoltato per decenni le cazzate ideologiche di quanti si avvicendavano al potere: Papi (non Silvio, che avete capito!?), Sabaudi, Sabaudi e fascisti insieme (ecco perché lo vediamo sempre con il capo chino!), Presidenti della prima e seconda Repubblica. Insomma era sempre in compagnia di qualcuno. L’unico maestro ad essere sempre in classe, anche d’estate, quando non c’era nessun rompicoglioni di studente o professore politicizzato. L’unico maestro che non è finito sotto le grinfie della Gelmini quando molti altri maestri o professori sono finiti a casa. Lui che non è rientrato nella riduzione di docenti adesso viene sfrattato, cacciato, quasi accusato di pedofilia psicologica in quanto la sua sola presenza potrebbe disturbare la psiche dei bambini non cattolici. È come se qualcuno viene a casa mia con un figlio e mi dice – Togli la foto di tuo nonno perché mi disturba il pupo!- chiaramente io risponderei allo sgradito ospite – Ma va in malora te e il pupo! Chi cavolo ti ci ha fatto venire? –  Non riesco a capire quale può essere il trauma visto che se ai ragazzi di oggi domandi chi è Cristo bene che ti vada ti rispondono che è il trequartista della Roma, squadra che Cristo rifiuterebbe perché non c’è miracolo con il quale salvarla. Lui sta lì in classe, buono buono, ascolta le telefonate al cellulare degli studenti e magari dà pure una sbirciatina alle chiappe che emergono dai pantaloni a vita più che bassa…inesistente di qualche studentessa. Adesso deve sloggiare e accontentarsi degli uffici pubblici come i ministeri. Lì magari qualcuno tra gli impiegati lo guarda implorante e piangente da quando Renatino Brunetta li ha “crocifissi” sulle sedie e sulle poltrone. Poco tempo fa un impiegato ha guardato il Cristo in croce e ha detto ad alta voce – Salvaci o Signore!- Lui ha sorriso beffardamente – A me chi mi ha salvato quando sono finito davanti a Ponzio Pilato? Mò tenetevi Brunetta e schiattate come me!- Poi ha guardato verso il soffitto e si è rivolto al Padre – Padre perdona questi impiegati perché non sanno quello che fanno e se lo fanno, lo fanno male. Però come cavolo lo hai fatto sto Brunetta? Forse ti era finita l’argilla?- A parte gli scherzi bisogna dire che non si può accettare la decisione di Strasburgo. Ma se a te ateo dà fastidio il Crocifisso vattene in una scuola privata e non scassare la mazza a chi, come i cattolici, dello stesso non gliene è mai fregato niente ma non lo disturba. Bersani è cauto sulla sentenza, prima vuol sapere Cristo da che parte sta, visto che il Cavaliere ha aderenze anche lassù.

Claudio Pompi