Di copte e di crude

– Direttore, c’è una notizia, pare abbiano assassinato nove cristiani  a Nag Hamadi, mentre festeggiavano il Natale con il rito della comunità copta d’Egitto. Dove la pubblichiamo?

– Erano per caso gay, o trans, o ebrei, o terroristi jihadisti, o neonazisti, o extracomunitari, oppure giudici, o politici, o sindacalisti, o calciatori, o rockstar, o tronisti, o magari concorrenti del Grande Fratello?

– No direttore, niente di tutto questo…

– Allora che notizia è?

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Il Natale è passato

Il Natale è stato digerito, magari qualcuno misurerà il colesterolo con la stecca dell’olio, la glicemia la userà per i dolci pasquali, il fegato sarà diventato per alcuni un puzzle da quaranta pezzi e litri di Maalox  avranno riempito lo stomaco ridotto ad una sacca informe e ulcerata. Dice…” Va bene! Ma Natale viene una volta all’anno! E che sarà mai!?”  E fallo venire pure tutti i giorni!!! I danni che procura il Natale te li porti dietro per metà anno, almeno. Digeriti anche i regali, che sono sempre gli stessi in quanto a genere. Mai che trovassi un regalo diverso tipo un quadro del Caravaggio o anche di autori più contemporanei! Neanche per sogno, quelli ce li ha solo Tanzi e ben nascosti (fino a poco tempo fa). Però in fondo è il pensiero quello che conta! Io il pensiero ce l’ho ma sono i soldi quelli che mancano. Però qualche regalino l’ho ricevuto pure io e fra questi uno che mi ha lasciato perplesso, un videogioco di calcio! Ho scoperto che Balotelli non ride neanche quando segna tre gol sulla playstation! Ma benedetto figliolo, ma sorridi qualche volta! Il calcio ti ha dato soldi e fama e tu hai la stessa faccia cupa dei ragazzi come te che invece ogni giorno, in qualche paese africano, aprono gli occhi e imbracciano un Kalashnikov che viene fabbricato per due soldi in Pakistan (ma non solo) come gli scarpini della Nike e lottano per sopravvivere o per reprimere. Sorridi e curati quella malattia che hai in testa perché i capelli colorati a macchie sembrano una infezione della cute… Un altro che non sorride mai è “Bimbo bua” un bel bambolotto biondo che piange sempre e sternutisce. Lo hanno regalato a mia nipote che a due anni si ritrova a fare l’infermiera invece che a imitare la mamma. Immagino che prossimamente, per la Befana, le regaleranno il “ Baby emergency” con tanto di sala rianimazione, mini defibrillatore e camera operatoria. Oggi una bambina non cresce più con quei piccoli sogni ma con delle inquietanti certezze, il suo bambolotto è malato ed inguaribile. Una infanzia passata tra siringhe, pianti e urla strazianti è quanto l’aspetta per il prossimo futuro. Oggi il Natale è di marca cinese, non c’è un giocattolo, un capo d’abbigliamento, un oggetto che non sia stato fatto dai cinesi. Anche la moglie di un mio amico è stata fatta dai cinesi, per la verità era solo uno ma lei ha detto che quello faceva per dieci. Babbo Natale ha dovuto fare un corso di lingua cinese per prendere i regali in Cina. È partito con una slitta trainata da ben dodici renne ma quattro gli sono state abbattute dallo smog cinese, due si sono beccate l’influenza dei polli, tre sono state sequestrate per riprodurle nei laboratori cinesi e griffarle con “autentici” marchi falsi. Quando i bambini cinesi hanno visto Babbo Natale hanno gridato in coro…” Che bello lo spot della Vodafone! “.  Il brutto della faccenda è che oggi anche i bambini italiani dicono la stessa cosa. Anche Lippi ha scritto a “Babbo Natale Vodafone” dicendogli se a giugno 2010 può passare in Sud Africa e mettersi la maglia azzurra per regalarci qualche giocata delle sue.

Claudio Pompi

Natale con i tuoi

Come ogni anno per il ponte delle festività natalizie saranno milioni coloro che si metteranno in viaggio, e le principali mete turistiche fanno già registrare il tutto esaurito.  Nella foto vedete una tipica famiglia palestinese in viaggio per l’esodo di Natale.  In Palestina quella del profugo è una tradizione locale più che millenaria…  Buon Natale a tutti!

Strenna di Natale

Che mondo fantastico quello che si sta cuocendo lentamente con il combustibile delle carte (inutili) delle varie conferenze sul clima e sul riscaldamento del pianeta, tipo quella di Copenaghen. La cosa che mi ha colpito di più è stato il maxischermo sul quale appariva l’immagine dei vari personaggi che prendevano la parola: alla destra del maxischermo c’era una tabella con su scritto “toilette”. Badate bene, con tanto di freccia che indicava lo schermo! In fondo come conferenza è stata una delle tante “ritirate” sponsorizzate dall’ONU e la toilette era la sede più adatta. Che mondo fantastico quello dove il Papa tedesco beatifica Pio XII per chissà quali miracoli. Forse  per aver aiutato molti caporioni nazisti a fuggire con la benedizione del Vaticano e lui, Benedetto XVI, da buon tedesco, non poteva che essergli grato. Tanto per rimanere in tema, che fine avrà fatto la scritta  che troneggiava come un marchio di fabbrica sul campo di sterminio di Auschwitz? “Arbeit macht frei”…il lavoro rende liberi. Forse la metteranno come insegna su qualche ufficio di collocamento. I nazisti erano dei buontemponi, ti prendevano per il culo con la promessa del lavoro e poi ti ritrovavi a vagare per il campo perché il lavoro lo facevano loro ed era un lavoro sporco. In fondo anche oggi non è che in questo fantastico mondo il lavoro la faccia da padrone e la libertà non è che se ne vada in giro senza problemi. C’è la libertà di parola, quella di chi comanda e non la tua, per il resto puoi dire tutte le stronzate che vuoi. Che fantastico mondo quello che in questi giorni canta la canzone più razzista che esista… “Bianco Natale”! E i neri? Che cavolo cantano i neri? Dice…”ma la canzone parla dei fiocchi di neve che imbiancano i tetti, le strade, che vede le famiglie dentro le proprie case al calduccio” (magari molte di quelle abruzzesi no, ma che cosa pretendete dal Santissimo Berlusconi lapidato a Piazza Duomo?). E poi, l’albero addobbato con le palle gonfie degli italiani, il presepe illuminato con le lampadine a basso consumo e le moschee buie (magari meglio demolite perchè ‘sti rompicoglioni di musulmani non sanno più dove nascondere armi e bombe). Ha ragione la Lega, facciamo più presepi e meno moschee. Sì ma quando è finito il Natale e anche l’Epifania? Li trasformiamo in centri sociali o in birrerie dove i leghisti si vanno ad ubriacare per poi poter sparare le loro amenità?  E gli abruzzesi canteranno Bianco Natale con il freddo che fa e la neve che scende? Andrà Berlusconi a vedere se sotto la neve c’è qualche abruzzese incazzato che ancora aspetta la casa? Che mondo fantastico quello in cui vivo e che farà di Tartaglia il simbolo della pacificazione tra i due poli che adesso hanno deciso di dialogare. Certo non tutto è perfetto, perché nonostante tutto il sei per cento degli italiani non festeggerà il Natale,  e a causa della crisi lo passeranno in bianco; però avranno dei benefici, il colesterolo si abbasserà, la glicemia resterà nei limiti, si risparmierà sul pranzo di Natale e i regali. Ci vuole bene questo magnifico mondo che a capodanno tramite le televisioni farà i vari brindisi cantando le solite canzoni brasiliane dove tutti fanno il trenino, sorridono, cantano e ballano. Peccato che sono tutte registrate meno quelle in diretta dalle piazze. Sì, ma a noi, quelli del sei percento, che ce ne frega? Noi saremo già a letto, come ogni sera e l’indomani ci sveglieremo con un grande rodimento, perché avremo un anno in più, magari nuovo ma peggiore di quello precedente e senza dubbio migliore di quello che verrà.

Claudio Pompi