Questa è l’Italia

È questa l’Italia dei nuovi padroni
quella del re delle televisioni
con i suoi giullari e i suoi nani
con i suoi beceri ed ilari cortigiani.
Immagine venerata, onnipresente
solo nei tribunali risulta assente.
Lui in quelle aule è come un crocifisso
non ci può stare, dev’essere rimosso.
A metterci piede sta bene attento
e per schivare il togato rosso
ricorre al legittimo impedimento
eviterà così qualsiasi verdetto.
È questa l’Italia dell’alta velocità
della banda larga, del ponte sullo Stretto
quella di chi non vuole la verità.
Alla mafia hanno fatto il mazzo
questa non ha più sontuose ville
adesso ha proprio tutto il Palazzo.
Non piace al nuovo padrone
scritta com’è la Costituzione
bisogna cambiarla, riscriverla
là dove occorre mille volte rifarla.
Chi non è d’accordo è un coglione
oppure un pirla dell’opposizione
Questa è l’Italia dei poeti dimenticati
dei santi in fretta sfornati
dei navigatori in torbidi acque rimestate
degli inventori delle nuove furbate.
Questa è l’Italia della morale indecenza
della scuola che crea ignoranza
negli ospedali si muore per negligenza
nelle fabbriche si salva solo la dirigenza
Questa è l’Italia della crescente disoccupazione
dove un licenziato si dà fuoco per disperazione
qualcuno, a torto, la chiama grande nazione
io aggiungo…e di grande sopportazione.

Teodoro Cricca

Giro d’orizzonte IV

Tartaglia spera nel trasferimento in una comunità di recupero. Credo che sarà difficile trovargli posto, ci sono già quelli di sinistra, Bersani in testa, che hanno problemi di identità. A proposito di Bersani. Quando ha letto il nome del candidato alle regionali del Lazio ha esclamato “Dio! Bonino”, al che un suo collaboratore toscano ha risposto “Oh Bersani, ma ‘icchè bestemmi pure ora? “  Assurdo candidare Brunetta a sindaco di Venezia. Ma ve lo figurate Renatino quando deve andare in giro con il fenomeno dell’acqua alta? Probabilmente uscirà con una muta da sub…tanto lui è già normalmente…sub. Usando un termine ipocrita molto in voga da alcuni anni possiamo dire che lui è “diversamente alto”. Credo che un disabile trovi più offensivo quel “diversamente” piuttosto che essere chiamato disabile. Diversamente abile!? Posso fare qualcosa di “diverso” se sono paralizzato? Forse sì, mandare a quel paese chi si è inventato quel “diversamente abile”. Maroni ha detto che è ora di finirla con il lavoro nero! Mi associo! Però non ho capito cosa intenda. Lavoro nero come mano d’opera africana o lavoro “in” nero in quanto a paga? Adesso la raccolta delle arance la fanno i rumeni: chissà dove andranno a dormire visto che hanno demolito tutto? Alcuni non hanno problemi, si autoinvitano dentro la casa di qualche abitante del posto, lo malmenano, abusano della moglie, si portano via qualche soldo e poi se la squagliano. Ma che fine hanno fatto gli stagionali indigeni? Magari con qualche accorgimento sindacale e una paga adeguata si potrebbero usare, come un tempo, le donne e i giovani disoccupati. Ma no! Si toglie il lavoro ai nuovi schiavi e il malaffare alle associazioni a delinquere di stampo mafioso. Però si potrebbe tentare con quelli del PD, tanto non combinano un accidente in Parlamento.. e allora che dìano una mano per la raccolta della frutta, loro che sono esperti, visto che da tempo sono “alla frutta”!

Claudio Pompi