Questa è l’Italia

È questa l’Italia dei nuovi padroni
quella del re delle televisioni
con i suoi giullari e i suoi nani
con i suoi beceri ed ilari cortigiani.
Immagine venerata, onnipresente
solo nei tribunali risulta assente.
Lui in quelle aule è come un crocifisso
non ci può stare, dev’essere rimosso.
A metterci piede sta bene attento
e per schivare il togato rosso
ricorre al legittimo impedimento
eviterà così qualsiasi verdetto.
È questa l’Italia dell’alta velocità
della banda larga, del ponte sullo Stretto
quella di chi non vuole la verità.
Alla mafia hanno fatto il mazzo
questa non ha più sontuose ville
adesso ha proprio tutto il Palazzo.
Non piace al nuovo padrone
scritta com’è la Costituzione
bisogna cambiarla, riscriverla
là dove occorre mille volte rifarla.
Chi non è d’accordo è un coglione
oppure un pirla dell’opposizione
Questa è l’Italia dei poeti dimenticati
dei santi in fretta sfornati
dei navigatori in torbidi acque rimestate
degli inventori delle nuove furbate.
Questa è l’Italia della morale indecenza
della scuola che crea ignoranza
negli ospedali si muore per negligenza
nelle fabbriche si salva solo la dirigenza
Questa è l’Italia della crescente disoccupazione
dove un licenziato si dà fuoco per disperazione
qualcuno, a torto, la chiama grande nazione
io aggiungo…e di grande sopportazione.

Teodoro Cricca

La banda larga

La banda larga