Il “manifestato”

Mitico! Il Cavaliere regalerà la sua faccia insanguinata dopo l’aggressione di Tartaglia portandola su un manifesto sei per tre, una gigantografia divisa in due sezioni, da esporre nelle città italiane: di lato lo slogan “L’amore vince sull’odio”, sull’altra metà del manifesto ci sarà il volto tipo mummia semisfasciata e altro slogan  “Basta con le fabbriche dell’odio”. Goebbels si rigirerà nella tomba per la rabbia di non averla avuta lui una idea così geniale dal punto di vista propagandistico. Però una cosa del genere si presta a varie interpretazioni da parte dei meno attenti e potrebbe gettare un fascio di luce poco gradevole sull’immagine del nostro amato Premier. Uno vede la faccia appena colpita e sanguinante e legge lo slogan “L’amore vince sull’odio”, a vederla così si direbbe il contrario, a meno che lui non rappresenti l’odio e Tartaglia (che non appare) rappresenti l’amore. L’immagine e lo slogan potrebbero essere interpretati dai meno attenti anche come il risultato di un incontro tra il Premier e la ex consorte Veronica Lario che recentemente ha chiesto una cifra astronomica al nostro Premier. Passando all’altra metà del manifesto c’è il rischio che qualche sindacalista, esclusa la Polverini che sta a catena come un cane docile e innocuo con la sua UGL, potrebbe arrabbiarsi e dichiarare lo sciopero generale visto che di fabbriche chiuse già ne abbiamo parecchie. L’idea del PDL come partito dell’amore non è male in fondo, però neanche originale se vogliamo; Cicciolina ci provò ma si accorse che quello che voleva fare lei già lo facevano i deputati per conto loro. Al massimo lei poteva partecipare alla grande ammucchiata. Se fossi  Bersani farei un contro-manifesto con la faccia di Tartaglia dopo la cattura e di lato la frase “ Ti sei preso Palazzo Chigi a Roma? Adesso prenditi pure il Duomo di Milano!” Povero Tartaglia, con un gesto del genere che ha portato una sana ventata di “riflessione e apertura al dialogo” il Cavaliere non gli riconosce neanche un euro per i diritti d’autore. Non si preoccupi! L’anno prossimo gli daranno il Premio Nobel per la pace, lo danno a tutti ormai.

Claudio Pompi

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L’ombrellaio abbronzato

 

Nobel inventò la dinamite ma poi si inventò il Premio Nobel che, dato a Barck Obama per la pace “a venire”, riporta il vecchio Nobel alle sue origini …esplosive.  Obama, fresco premiato, va in giro per l’Oriente, e a Seul santifica il premio ricevuto con delle dichiarazioni degne appunto di un Nobel. Il paladino della pace dice alla Corea del Nord che se loro hanno la bomba atomica anche la Corea del Sud  può contare sulla bomba atomica come deterrente per la pace nella regione. La pace fondata sull’equilibrio del numero di ordigni nucleari! Anche per l’Iran ha avuto parole di conforto e pacifiste…”Se non la smettono di rompere, convoco gli alleati per decidere sulle conseguenze dell’ostinazione iraniana”. In parole povere: occhio che un altro Iraq non ci spaventa. Gli alleati si sono dati una grattata e già studiano piani strategici. Per una invasione in nome della pace? Ma no! Piani strategici per svicolare dall’appuntamento del tipo…”Cavolo! Stasera ho un impegno urgente al quale non posso mancare!”. L’abbronzato pacificatore va in giro come un rappresentante di commercio e dentro la valigetta del campionario ha un catalogo di “ombrelli nucleari” per ogni esigenza. Ma non aveva altre idee prima di insediarsi alla Casa Bianca?

Einstein disse “Non so come sarà la terza guerra mondiale ma so come sarà combattuta la quarta: con pietre e bastoni”  Si  dimenticò di metterci anche gli “ombrelli”…

Claudio Pompi

Oscar

Oscar

“Il premio Nobel a Barack Obama è come un Oscar assegnato dopo aver visto un trailer”

Ma Zhengang   (Presidente dell’Istituto Cinese di Studi Internazionali)