Carta e pensieri

A me piace scrivere. Scrivere quello che ti passa per la testa,anche le cose più impensabili tipo…che so, guardando il Partenone, domandarsi quale di tutte quelle colonne è stata la prima ad essere tirata su. Ecco, io lo metto per iscritto. Mi passa per la mente un verso poetico? Io lo metto per iscritto. Il problema è che non trovi mai la carta quando  ti serve! Allora sfrutti tutto quello che il mondo cartaceo ha creato. Il giornale! Benedetti quei margini bianchi che circondano tutte le notizie. Dopo che ci hai scritto sembra di rileggere un messaggio telegrafico. Poi ci pensi bene e ti senti importante perché pensi che anche tu scrivi sui giornali importanti e non importa se hai scritto una cazzata, tanto si confonde con quelle stampate e nessuno se ne accorge. Magnifiche poi quelle pagine pubblicitarie che sono quasi completamente bianche con il messaggio pubblicitario al centro. Ci trovi la Ferilli sul divano e se devi scrivere la nota della spesa la voce mozzarelle la scrivi sulle tettone della Sabrinona, un po’ per autoerotismo e un po’ perché le due masse spugnose ti ricordano le mozzarelle, in questo caso di “mucca”. Quelle di “bufala” le scrivi sulla pubblicità dei vari ministeri italiani. Il brutto viene quando devi scrivere un numero di telefono e regolarmente hai dieci penne sparse per casa, ma ce ne fosse una che scrive! Alla fine raccatti una vecchia Bic che scrive a intermittenza e allora calchi come se scolpissi un geroglifico. Poi, alla fine, componi il numero di telefono e ti accorgi che è sbagliato; i casi sono due: o te lo hanno dettato male oppure la Bic-scalpello non ha inciso abbastanza. Peggio quando vai a cercare il giornale sul quale hai scritto e scopri che tua moglie, maledetto il suo ordine, ha buttato via il giornale o ci ha pulito la cacca del cane! A me piace scrivere e uso tutte le superfici a disposizione perché non ho mai un pezzo di carta adatto pronto e lindo, eppure casa è piena di quaderni, notes, agende anche del 1990, belle bianche; ma quando ti servono spariscono! Ma che ci stanno a fare in giro per casa insieme alle penne che non scrivono? A me piace scrivere anche i pensieri di filosofia spicciola, quella dei non acculturati, per non dire ignoranti che sembra offensivo come termine. Un pensiero filosofico spicciolo? “ Una pagina bianca è un vuoto della mente!”…bella vero? Ma una pagina bianca è anche quella di un notes sparito. Allora per rabbia scrivo anche sui muri di casa e mia moglie cancella i miei pensieri così come ha cancellato la mia libertà. Alla domanda perché ha cancellato il mio pensiero, lei risponde che lo ha fatto non tanto perché sui muri non si scrive, quanto perché quello che avevo scritto era una cazzata! I pensieri più belli vengono nell’intimità del bagno, quando tu e il water siete una cosa sola in un mini universo di silenzio rotto solo da qualche devastante rumore di…fondo che subito si perde, e allora usi la carta igienica, pensi ad Omero e ti chiedi con che cosa si sia pulito dopo aver scritto l’Iliade e l’Odissea. Te lo domandi anche tu quando vai sicuro e fiducioso in un bagno pubblico, e quando ormai è troppo tardi ti accorgi che il rotolo di carta igienica non c’è! Pensi ai rotoloni reali, quelli che non finiscono mai, ma ti chiedi dove sono finiti; non i reali, quelli o sono crepati oppure fanno i ballerini come Emanuele Filiberto. Ma si sa che i Savoia ballerini lo sono sempre stati e sono stati anche figli di ballerina. A me piace scrivere e scrivo anche sui fazzolettini di carta ma i  pensieri vanno via anche da lì perché qualcuno ci si soffia il naso. Con tutti i pensieri che ho scritto in vita mia avrei riempito dei libri e con questi delle librerie da parete, sì, quelle che compri a Ikea. Peccato, perché la biblioteca dei miei pensieri è solo il cassonetto per la raccolta differenziata della carta che verrà riciclata. Così potrò dire che i miei pensieri sono in giro per il mondo, magari anche sui rotoli di carta igienica…in fondo erano solo stronzate.

Claudio Pompi

Strenna di Natale

Che mondo fantastico quello che si sta cuocendo lentamente con il combustibile delle carte (inutili) delle varie conferenze sul clima e sul riscaldamento del pianeta, tipo quella di Copenaghen. La cosa che mi ha colpito di più è stato il maxischermo sul quale appariva l’immagine dei vari personaggi che prendevano la parola: alla destra del maxischermo c’era una tabella con su scritto “toilette”. Badate bene, con tanto di freccia che indicava lo schermo! In fondo come conferenza è stata una delle tante “ritirate” sponsorizzate dall’ONU e la toilette era la sede più adatta. Che mondo fantastico quello dove il Papa tedesco beatifica Pio XII per chissà quali miracoli. Forse  per aver aiutato molti caporioni nazisti a fuggire con la benedizione del Vaticano e lui, Benedetto XVI, da buon tedesco, non poteva che essergli grato. Tanto per rimanere in tema, che fine avrà fatto la scritta  che troneggiava come un marchio di fabbrica sul campo di sterminio di Auschwitz? “Arbeit macht frei”…il lavoro rende liberi. Forse la metteranno come insegna su qualche ufficio di collocamento. I nazisti erano dei buontemponi, ti prendevano per il culo con la promessa del lavoro e poi ti ritrovavi a vagare per il campo perché il lavoro lo facevano loro ed era un lavoro sporco. In fondo anche oggi non è che in questo fantastico mondo il lavoro la faccia da padrone e la libertà non è che se ne vada in giro senza problemi. C’è la libertà di parola, quella di chi comanda e non la tua, per il resto puoi dire tutte le stronzate che vuoi. Che fantastico mondo quello che in questi giorni canta la canzone più razzista che esista… “Bianco Natale”! E i neri? Che cavolo cantano i neri? Dice…”ma la canzone parla dei fiocchi di neve che imbiancano i tetti, le strade, che vede le famiglie dentro le proprie case al calduccio” (magari molte di quelle abruzzesi no, ma che cosa pretendete dal Santissimo Berlusconi lapidato a Piazza Duomo?). E poi, l’albero addobbato con le palle gonfie degli italiani, il presepe illuminato con le lampadine a basso consumo e le moschee buie (magari meglio demolite perchè ‘sti rompicoglioni di musulmani non sanno più dove nascondere armi e bombe). Ha ragione la Lega, facciamo più presepi e meno moschee. Sì ma quando è finito il Natale e anche l’Epifania? Li trasformiamo in centri sociali o in birrerie dove i leghisti si vanno ad ubriacare per poi poter sparare le loro amenità?  E gli abruzzesi canteranno Bianco Natale con il freddo che fa e la neve che scende? Andrà Berlusconi a vedere se sotto la neve c’è qualche abruzzese incazzato che ancora aspetta la casa? Che mondo fantastico quello in cui vivo e che farà di Tartaglia il simbolo della pacificazione tra i due poli che adesso hanno deciso di dialogare. Certo non tutto è perfetto, perché nonostante tutto il sei per cento degli italiani non festeggerà il Natale,  e a causa della crisi lo passeranno in bianco; però avranno dei benefici, il colesterolo si abbasserà, la glicemia resterà nei limiti, si risparmierà sul pranzo di Natale e i regali. Ci vuole bene questo magnifico mondo che a capodanno tramite le televisioni farà i vari brindisi cantando le solite canzoni brasiliane dove tutti fanno il trenino, sorridono, cantano e ballano. Peccato che sono tutte registrate meno quelle in diretta dalle piazze. Sì, ma a noi, quelli del sei percento, che ce ne frega? Noi saremo già a letto, come ogni sera e l’indomani ci sveglieremo con un grande rodimento, perché avremo un anno in più, magari nuovo ma peggiore di quello precedente e senza dubbio migliore di quello che verrà.

Claudio Pompi

Matrimonio e dintorni

Il matrimonio, un contratto tra due persone che decidono di odiarsi per tutta la vita! Una dichiarazione di guerra in tempo di pace. Mi domando come mai la Chiesa sponsorizzi questo sacramento quando Dio non si è mai sposato. Noi ci leghiamo a una donna senza conoscere il pericolo al quale andiamo incontro e poi ne scontiamo le conseguenze con anni di tormenti.

Il matrimonio a livello mondiale testimonia che i musulmani sono caratterialmente più forti dei cristiani. Loro riescono a sopportare anche cinque mogli mentre noi non ne reggiamo manco una…

Ad un amico molto saggio dissi che volevo bene ad una donna e lui mi guardò con aria sconsolata, poi con voce calma mi disse – Se vuoi bene ad una donna vuoi male a te stesso! – parlava per esperienza vissuta. Quando un uomo si sposa dovrebbe avere davanti due fogli bianchi, scrivere sul primo i vantaggi e sul secondo gli svantaggi. Il primo resterebbe bianco mentre il secondo sarebbe pieno su entrambe le facciate. Ci sono poi due punti fondamentali, chiaramente negativi, che saranno presenti nel periodo di arresti domiciliari (niente amici al bar, niente partita a calcetto, niente uscite per comprare le sigarette dopo cena…e non avete mai fumato in vita vostra) sono la suocera e l’anniversario. La suocera è sempre in mezzo alle scatole, interferisce sempre anche se dice di essere neutrale come la Svizzera. In realtà lei è un Masaniello in gonnella, una sobillatrice, una che cospira ai vostri danni in modo subdolo. È lei quella che dice alla figlia  “Ma chi ti sei andato a prendere? Ma guardalo come cammina! Sembra uno che ha le patate ai piedi. Guarda come si veste con quelle camicie orribili e quei pantaloni sempre mezzi calati. Ha la pancia da commenda, è mezzo pelato e si mette sempre le dita nel naso!”  e continua a descrivere tutti i vostri difetti apparenti perché quelli intimi li conosce vostra moglie ma prima o poi li conoscerà anche lei e dirà “Ci avrei giurato! ”  non accorgendosi di aver fatto il ritratto di vostro suocero! Il mio amico saggio mi raccontò a proposito: ” Un giorno dissi a mia suocera che l’avevo sognata ed era uguale a Marylin Monroe! Lei sorrise (stranamente) e mi domandò se era per la bellezza. Io le risposi: – No…perché era morta!- “

La suocera càpita una volta alla settimana, di solito di domenica, ma gli effetti collaterali durano fino al sabato successivo.

L’anniversario! Cos’è l’anniversario? Per i più ottimisti è la ricorrenza dell’ultimo successo nel talamo nuziale, avvenuto nella prima notte di nozze. Per i meno ottimisti è l’otto settembre del matrimonio, ovvero l’inizio della resistenza! È la data che vostra moglie segna sul calendario e che voi avete rimosso per esorcizzare il ricordo di quel giorno. Eravate vestito di scuro, quasi un lutto indossato in memoria della libertà deceduta. È il giorno che lei festeggia ricordandovi che ve lo siete dimenticato, e con questa scusa vi attribuisce colpe morali. La frase più classica è….”Sei un mostro !” In quel momento vi viene in mente Landru, le tante donne ammazzate. Lui le seduceva promettendo il matrimonio, ma le ammazzava prima, mentre voi ne avete conosciuta una che vi sta ammazzando lentamente.

Claudio Pompi