Beviamoci sopra

Tra i molteplici vizi e vizietti degli italiani c’è anche quello di alzare il gomito. Beninteso, c’è chi sta peggio di noi ma solo perché hanno più roba da bere come la birra, che in certe parti del mondo occidentale ha molte più varietà. Va anche detto che molte varietà fanno schifo. Però noi abbiamo il vino, il miglior vino al mondo. Altro che i francesi! Ma tornando a questo vizio che è il primo vizio del mondo da che l’uomo ha inventato il vino, bisogna dire che ha i suoi lati buoni a prescindere dal tipo di vino o di alcolico. Bere è una filosofia per molti italiani, bevono per dimenticare i guai, peccato che i guai non bevano per dimenticare loro. Chi non beve in compagnia è un ladro o una spia…oppure è uno virtuoso, un astemio che beve solo acqua e non sa che nell’acqua ci sono i batteri, i virus, l’inquinamento. In teoria l’astemio corre il rischio di morire più del bevitore. Il fenomeno dell’alcolismo purtroppo è molto diffuso anche tra i giovani e mentre prima il vino era ad uso e consumo dei padri e dei nonni oggi lo è anche dei ragazzi. In casa non basta più il boccione da due litri, ci vuole la tanica da cinque litri per accontentare le esigenze etiliste della famiglia medio-rovinata italiana. Chi beve è colui che vuole vivere in una illusione di beatitudine e si illude di poter smettere quando vuole. È un prendersi in giro, bisogna ammetterlo, ma è meglio prendersi in giro da soli che essere presi in giro da chi ti “ubriaca” di cazzate come il governo. Certe decisioni sono prese non per alzata di mano ma per alzata di gomito, anche certi discorsi dei politici sono stati preparati tra una sbronza e l’altra altrimenti non si spiega perché ci si viene a dire che la crisi è passata.  Per le promesse fatte e non mantenute siamo tutti alcolizzati e non c’è nessun centro adatto per disintossicarsi se non le urne per il voto che poi si rivelano delle mini osterie dove ti danno da bere le stesse fregnacce. Il vino e l’alcol in genere sono una dipendenza, e allora che fai? Vai in quei centri dove provano a disintossicarti e sono gestiti da ex viziosi. Spesso ci riescono a disintossicarti e tu sei contento perché finalmente riesci a vedere il mondo come realmente è, uno schifo, ma tu ti senti un altro, perfettamente integrato, consapevole di essere, finalmente, nella merda fino al collo.

Claudio Pompi

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Italiani: viziosi o virtuosi? (2)

Anche il sesso è un vizio per i virtuosi e invidiosi. Ma solo se lo fate una volta al giorno, a condizione che una volta a settimana sia con la moglie e le altre cinque volte (la domenica è di riposo e c’è la partita) con cinque donne diverse. Se lo fate solo con vostra moglie sei volte a settimana non siete un vizioso e nemmeno un virtuoso…siete scemi oppure apprendisti santi o peggio ancora, siete degli ex detenuti in crisi di astinenza dopo il 41 bis. Pensate se tutti gli uomini smettessero di fare sesso! Niente più profilattici, niente più Viagra, niente più video porno o riviste.  Niente più guadagni in nero per case di appuntamento. Diventiamo tutti virtuosi e non ci sarebbero più bambini, pannolini, creme, omogeneizzati, merendine, giocattoli. Un bel voto di castità e Palazzo Grazioli diventa un tempio sacro e la sede della Regione Lazio un centro culturale.  Non conviene essere virtuosi, è contro natura, è anti consumistico, è più dannoso dello sciopero dei benzinai e dei trasportatori di carburanti. Invece di additare un povero disgraziato che ha il meraviglioso “vizio” delle donne più o meno allegre (le mogli rientrano nella seconda fascia) andrebbe ringraziato, incentivato perché fa girare il soldo. Che fine farebbero gli avvocati matrimonialisti? Il matrimonialista è quell’Azzeccagarbugli di manzoniana memoria, fallito sia come civile che penale, ed è un pluridivorziato che vuole pagare gli alimenti con i vostri soldi.

Claudio Pompi

Italiani: viziosi o virtuosi? (1)

Gli italiani sono viziosi? Il vizio fa parte del vivere degli italiani? Ma soprattutto: cos’è il vizio? Marzullo si darebbe subito una risposta, Minoli neanche aspetterebbe che la diate perché partirebbe a spron battuto con una sequela di spiegazioni. Partiamo dall’ultima domanda, e cioè: cos’è il vizio.  Il vizio è fare qualcosa di piacevole che altri non riescono a fare. Tu hai il vizio del fumo, e fumi senza porti problemi. Non sei tu ad avere il vizio, sono gli altri che hanno il vizio di romperti le scatole perché fumi. Non è un vizio anche quello? Il vizio ti rilassa, ti rende sereno mentre quelli che ti criticano hanno le facce grigie, tristi, sono sempre incazzati. Il contrario del vizio è la virtù, e il filo che collega le due cose è l’invidia. Il virtuoso è una persona sempre sofferente non tanto per la virtù quanto per l’impossibilità di vivere il vizio, dentro di sé invidia il vizioso; il virtuoso è un fondamentalista e in quanto tale è portato a combattere fino al gesto estremo. Avete mai visto un vizioso arrabbiarsi e attaccare un virtuoso? Il vizioso se ne frega, sorride, gode, non sente il bisogno di lottare con se stesso per togliersi il vizio. La lotta è fatica e sofferenza, e una volta che hai vinto piangi, ma non per la gioia, piangi perché sei triste privato del tuo piccolo o grande vizio. Ti senti dire che il fumo fa male a chi ti circonda! E chi vi ha chiesto di circondarmi? Levatemi l’assedio. Il fumo fa male alle donne incinte e al loro bambino. Quello non è vizio, è stronzaggine allo stato puro. Ma qualcuno si è mai chiesto se alla donna incinta fa male l’inquinamento delle città che è superiore a quello delle sigarette? Lo smog in città è pubblico e pertanto incontrollabile come tutte le cose pubbliche. È più facile andare a rompere le scatole al fumatore, a quello che ha “il vizio” del fumo. Invece di lodarlo, conferirgli un cavalierato perché ha contribuito ad incrementare le casse dello Stato, lo lapidate, lo allontanate, ne stigmatizzate la colpa. Se tutti i fumatori smettessero di fumare, il governo vedrebbe andare in “fumo” milioni di euro che poi dovrebbe andare a prendere con nuove tasse. Trovatemi una virtù che renda tanti soldi allo stato. In fondo i viziosi sono dei benefattori della società. È vero che le uniche sigarette che veramente vengono gustate con peccaminoso piacere sono quella del primo caffè del mattino e quelle dopo ogni caffè durante il lavoro. Brunetta dovrebbe essere processato per aver proibito agli impiegati statali di andare al bar sette o otto volte al giorno. Quante sigarette che non vedono la luce dell’accendino! Qualcuno dirà che si lavora di più e che non tutti gli impiegati sono dei “viziosi”. È vero, però se hanno il vizietto di non fare una mazza come i fumatori, almeno questi versano soldi ai monopoli. Altra sigaretta che si gusta appieno è quella accesa dopo aver mangiato. C’è gente che mangia solo per il gusto di fumare, così come c’è gente che fa sesso solo per gustare la sigaretta del “dopo”. Poco importa se sei stato più veloce di Bolt, la sigaretta dura di più ed è un piacere che non devi condividere con nessuno…nemmeno con lei che con l’accendino ti darebbe fuoco per quella “toccata e fuga”. Bisogna stare attenti con le donne quando si è fumatori!

Claudio Pompi