Se questo è un uomo

  

 

 

 

 

 

Ma come farà a essere israeliano con gli israeliani e palestinese coi palestinesi? Ad affermare, davanti a Netanyahu, che bombardare Gaza fu «una reazione giusta» e due ore dopo, davanti ad Abu Mazen, che le vittime di Gaza sono paragonabili a quelle della Shoah? Zelig si limitava a cambiare faccia, a seconda dell’interlocutore da compiacere. Ma questo è un uomo in grado di cancellare il tempo e lo spazio. Riesce a stare con il pilota dell’aereo che sgancia le bombe e nel rifugio sotterraneo con i bombardati. In contemporanea, e dispensando a entrambi parole di comprensione. Nella sua vita precedente insegnava ai venditori di pubblicità a essere concavi coi convessi e convessi coi concavi. Una volta li sfidò a salutare cinquanta clienti, trovando un complimento per tutti. Solo stringendo la mano al cinquantesimo, un uomo brutto e sgradevole, rimase perplesso. Poi gli disse: «Ma che bella stretta di mano ha lei!».
Molti hanno letto quei manuali americani che insegnano a infinocchiare il prossimo in 47 lezioni. Ma solo lui ha il fegato di applicarne il precetto fondamentale: credere sempre a quel che dici, anche quando è il contrario di quel che hai appena detto. Una tecnica che evidentemente funziona persino con le vecchie volpi mediorientali. Come farà? Vorrei tanto chiederglielo, se non fosse che lui nel frattempo si è già spostato nella basilica della Natività, a Betlemme, dove sta raccontando ai frati una barzelletta sulla Madonna che avrebbe preferito una femminuccia. A quel punto mi arrendo.

MASSIMO GRAMELLINI   (da Buongiorno – La Stampa)

Buon Natale Cavaliere

Berlusconi è scuro in volto da quando ha saputo che il Papa non lo ha messo nemmeno tra gli aspiranti beati. “Ma come è possibile – si è domandato da solo perché Bonaiuti si era addormentato e Bondi si stava concimando con il guano degli storni la pelata con la speranza di veder ricrescere qualche capello – io che sono stato lapidato come un adultero islamico (l’esagerazione, nel bene e nel male, è tipica del cavaliere “mascarato”)  da un pirla di sinistra,  neanche una “nomination” pontificia! Non c’è più religione!” avrebbe mormorato avvilito. Suvvia Cavaliere, non se la prenda. Non se la prenda neanche se gli italiani non hanno cantato l’ Alleluia  quando ha deciso di perdonare Tartaglia, siamo abituati ai suoi gesti magnanimi calcolati e propagandistici, lo sapevamo già da un minuto dopo che la miniatura del Duomo le aveva “devastato” il volto sfigurandolo. Per fortuna la sua faccia è sana e salva e sembra un reperto dell’era del bronzo, un patrimonio da tutelare, mi creda, facce di bronzo così non ce ne sono molte in circolazione. Tartaglia sarà simbolicamente perdonato ma è meglio che resti in galera e che la giustizia faccia il suo corso, almeno per una volta la vedo fiducioso verso la Magistratura…  Questo mondo è strano caro Cavaliere, mi creda. A lei non hanno dato il Nobel per la pace per darlo al quel pacificatore “nucleare” di Obama, però lei a Zelig avrebbe delle standing ovations e anche la “ola” per la sua simpatia e il senso dell’umorismo. Che importa se Napolitano senza volerlo ha lodato il gesto di Tartaglia che seppure deprecabile e orribile ha scosso positivamente il dialogo e la riflessione! Che mondo strano caro Cavaliere quello in cui le grandi tensioni del potere vengono risolte da un piccolo e sconosciuto psicolabile e da un gesto semplice e primordiale come il lancio di una pietra… Ma lei lo sa bene perché di uomini primordiali ne conosce e come! Bossi e Calderoli, tanto per citare. A proposito, li avrà ospiti a cena o li metterà nella grotta come asino e bue ai lati del bambinello che non può che essere Brunetta per via delle dimensioni tipo “ministro tascabile”. A Tartaglia daranno il premio da baraccone per quel vecchio gioco del “tre palle un soldo”, per aver centrato al primo colpo il “barattolo”…non è riferito alla statura, si rassicuri. Del resto tutti i grandi uomini che hanno segnato i tempi e le epoche  erano piccoli. Guardi Cesare, Napoleone, Mussolini, magari non hanno fatto una bella fine però hanno lasciato il segno. A lei glielo hanno lasciato (forse) ma nessuno potrà dimenticarsi di lei e di quanto fino ad ora ha fatto per noi di buono. Ci vorrà del tempo, lo ammetto, per capire quali cose buone ha fatto, oltre a levarci Prodi e la sua bicicletta dalle scatole. Ammiro anche lo sforzo che ha fatto per disintegrare i bolscevichi della sinistra, ma quelli non fanno testo perché si distruggono da soli come i “biodegradabili” e poi che ne sanno del Bolscevismo? Lei per noi poveri e umili italiani più o meno coglioni sarà uno dei nostri, sarà un beato in terra. Buon Natale Cavaliere ma attento alla stella cometa…non si sa mai dove va a cadere.

Claudio Pompi