Strenna di Natale

Che mondo fantastico quello che si sta cuocendo lentamente con il combustibile delle carte (inutili) delle varie conferenze sul clima e sul riscaldamento del pianeta, tipo quella di Copenaghen. La cosa che mi ha colpito di più è stato il maxischermo sul quale appariva l’immagine dei vari personaggi che prendevano la parola: alla destra del maxischermo c’era una tabella con su scritto “toilette”. Badate bene, con tanto di freccia che indicava lo schermo! In fondo come conferenza è stata una delle tante “ritirate” sponsorizzate dall’ONU e la toilette era la sede più adatta. Che mondo fantastico quello dove il Papa tedesco beatifica Pio XII per chissà quali miracoli. Forse  per aver aiutato molti caporioni nazisti a fuggire con la benedizione del Vaticano e lui, Benedetto XVI, da buon tedesco, non poteva che essergli grato. Tanto per rimanere in tema, che fine avrà fatto la scritta  che troneggiava come un marchio di fabbrica sul campo di sterminio di Auschwitz? “Arbeit macht frei”…il lavoro rende liberi. Forse la metteranno come insegna su qualche ufficio di collocamento. I nazisti erano dei buontemponi, ti prendevano per il culo con la promessa del lavoro e poi ti ritrovavi a vagare per il campo perché il lavoro lo facevano loro ed era un lavoro sporco. In fondo anche oggi non è che in questo fantastico mondo il lavoro la faccia da padrone e la libertà non è che se ne vada in giro senza problemi. C’è la libertà di parola, quella di chi comanda e non la tua, per il resto puoi dire tutte le stronzate che vuoi. Che fantastico mondo quello che in questi giorni canta la canzone più razzista che esista… “Bianco Natale”! E i neri? Che cavolo cantano i neri? Dice…”ma la canzone parla dei fiocchi di neve che imbiancano i tetti, le strade, che vede le famiglie dentro le proprie case al calduccio” (magari molte di quelle abruzzesi no, ma che cosa pretendete dal Santissimo Berlusconi lapidato a Piazza Duomo?). E poi, l’albero addobbato con le palle gonfie degli italiani, il presepe illuminato con le lampadine a basso consumo e le moschee buie (magari meglio demolite perchè ‘sti rompicoglioni di musulmani non sanno più dove nascondere armi e bombe). Ha ragione la Lega, facciamo più presepi e meno moschee. Sì ma quando è finito il Natale e anche l’Epifania? Li trasformiamo in centri sociali o in birrerie dove i leghisti si vanno ad ubriacare per poi poter sparare le loro amenità?  E gli abruzzesi canteranno Bianco Natale con il freddo che fa e la neve che scende? Andrà Berlusconi a vedere se sotto la neve c’è qualche abruzzese incazzato che ancora aspetta la casa? Che mondo fantastico quello in cui vivo e che farà di Tartaglia il simbolo della pacificazione tra i due poli che adesso hanno deciso di dialogare. Certo non tutto è perfetto, perché nonostante tutto il sei per cento degli italiani non festeggerà il Natale,  e a causa della crisi lo passeranno in bianco; però avranno dei benefici, il colesterolo si abbasserà, la glicemia resterà nei limiti, si risparmierà sul pranzo di Natale e i regali. Ci vuole bene questo magnifico mondo che a capodanno tramite le televisioni farà i vari brindisi cantando le solite canzoni brasiliane dove tutti fanno il trenino, sorridono, cantano e ballano. Peccato che sono tutte registrate meno quelle in diretta dalle piazze. Sì, ma a noi, quelli del sei percento, che ce ne frega? Noi saremo già a letto, come ogni sera e l’indomani ci sveglieremo con un grande rodimento, perché avremo un anno in più, magari nuovo ma peggiore di quello precedente e senza dubbio migliore di quello che verrà.

Claudio Pompi

I miracoli del terzo millennio

Le carceri italiane sembrano diventate delle strutture di meditazione come antichi monasteri. Pentimenti e redenzioni fioccano a tutto spiano. Gaspare Spatuzza detto “u tignusu”, killer della mafia, ha dato sei esami di teologia. Mi domando come abbia fatto, visto che al processo che si tiene a Torino questo signore toccato dal fuoco della redenzione non riesce a mettere tre parole di fila se non aiutandosi con il dialetto. Per quanto intelligente (ma ho qualche dubbio in proposito) non è che i testi (non quelli del processo) siano di così facile comprensione. E’ probabile che i docenti e gli esaminatori siano della stessa zona dove ha vissuto “U tignusu” e, udite udite, intrattiene corrispondenza con le gerarchie ecclesiastiche. Nulla di strano, sempre di cupole si tratta.  In fondo anche sotto il “Cupolone” di San Pietro di fatti e fattacci ne sono avvenuti e magari ancora ne avvengono. La cupola siciliana si rivolse al cupolone romano per riciclare denaro sporco con lo IOR gestito dal mafioso ecclesiastico Marcinkus. La lupara bianca vaticana ha eliminato Papa Giovanni Paolo I e non parliamo dell’omicidio-suicidio del comandante delle guardie svizzere Alois Estermann, di sua moglie Gladis Meza e della giovane guardia svizzera Cedric Tournay. Era un triplice omicidio camuffato, ma dalle Mura Vaticane non è trapelato niente, come sempre. Vogliamo accennare qualcosa su quei bravi ragazzi da oratorio della banda della Magliana che seppure indirettamente hanno collaborato con le “gerarchie ecclesiastiche”? Il cardinale Poletti si prodigò per far tumulare la salma di Renatino De Pedis nella Basilica di Sant’ Apollinare perché il capo della banda della Magliana era una persona “pia e caritatevole” in virtù anche dei servigi cristianamente resi da De Pedis al clero.. Forse sulla lapide del defunto cardinale bisognerebbe scrivere un celebre e sardonico epitaffio “ Qui giace un cardinale che fece del bene e del male. Il male lo fece bene e il bene lo fece male”. Lo stesso vale per Marcinkus. Pertanto aspettiamoci che prima o poi Spatuzza diventi cardinale  e dopo magari venga beatificato per il pentimento trovato. Intanto ha tirato in ballo il Cavaliere e il Senatore Dell’Utri noto presenzialista a banchetti e feste “cupolane”. La magistratura ha tenuto a precisare che Berlusconi non è indagato per mafia anche perché la mafia non ha bisogno di lui, visto che chi comanda già ce l’hanno, magari latitante, ma ce l’hanno. Tirare addosso al cavaliere è lo sport del momento, Tanzi ha perso la balbuzie come miracolato ed ha parlato di aiuti a Berlusconi per fondare Forza Italia. Hanno dovuto mettergli un cerotto sulla bocca per farlo stare zitto! Ve lo ricordate il “caciaro” parmense quando era malaticcio, balbuziente e treme-bond-o? Adesso è bello vispo e riesce a dire anche “trentatretigricontrotrentatretigri” oppure “trentatre trentini entrarono a Trento tutti e trentatre trotterellando”. Berlusconi santo subito! Fa cose dell’altro mondo (lo dice anche Fini) come miracoli! Ridà la parola a Tanzi, dà da mangiare agli affamati del terzo mondo, magari solo a chiacchiere e in tre anni. Ha dato da bere…le balle sulla crisi che è passata ed è alle spalle  degli italiani. Io devo essere in fondo alla fila perché ancora non l’ho vista passare. In compenso abbiamo più di due milioni di disoccupati ma forse quelli appartengono al miracolo della moltiplicazione. Se la crisi è passata lo ha fatto come un rullo compressore. Consoliamoci con Sacconi che ci rassicura con la storiella che l’Italia sta meglio di tutte in Europa. A questa notizia i disoccupati italiani hanno organizzato una mega festa in piazza con bottiglie di Champagne e tartine al caviale.  Cosa pretendiamo da un uomo al quale manca solo di camminare sulle acque…privatizzate o quelle dello stretto di Messina? Quale altro miracolo pretendiamo da un uomo che è riuscito a moltiplicare i suoi profitti e a dimezzare quelli nostri? Lui, l’uomo che dell’Italia ha fatto un azienda col marchio Fininvest e Mediaset. Lui, che ha come casa romana Palazzo Grazioli e agli italiani sfrattati o senza più casa ha dato quella del “Grande fratello”, che casa lo è ma di “appuntamenti”  tipo via Gradoli. A Messina hanno invocato un suo miracolo e il miracolo c’è stato se non è venuta giù tutta Messina. Lui, l’uomo che ha dato nuovi colori all’Italia! Lavoro nero, conti in rosso, tasche al verde, carte blu e notti in bianco dei disoccupati italiani pensando al domani. Gli rimane solo la folgorazione sulla via di Damasco (ma anche la Salerno-Reggio Calabria va bene) dei giudici che lo perseguitano. Chissà se dopo San Pietro in vincoli non avremo anche San Silvio in “vincoli”

Claudio Pompi