Emergenza

Ma chi l’ha detto che i treni arrivano in ritardo a causa del freddo e del maltempo? Alle otto e un minuto il treno che era diretto a Milano era lì, al binario dieci, solo che doveva arrivare il giorno prima, adesso non cavilliamo…giorno più, giorno meno. L’importante era l’ora! Certo che con quello che ha detto l’AD Moretti è bene passare al supermercato e fare provviste oltre a portarsi qualche coperta, magari una stufetta a cherosene, qualche bottiglia di Centerbe o brandy. Dice…” Ma che starai fuori per molti giorni in tenda?”. “No! Vado in ufficio ma mi sono premunito dopo quello che ha detto Moretti!” risponde l’altro che prende normalmente il treno dei pendolari per andare al lavoro e altrettanto normalmente si alza alle quattro di mattina per arrivare in ufficio puntualmente in ritardo alle nove. Quello che invece è sconcertante è il fatto che per qualsiasi problema viene preso come termine di paragone e come scusante la “media europea”. La crisi occupazionale? Siamo nella media europea se non addirittura meglio di altri paesi! I ritardi dei treni? Siamo nella media europea, per certi aspetti anche più bassi! Il debito pubblico? L’Italia è tra le nazioni europee che stanno meno peggio! Insomma se a me crolla la casa, al resto d’Europa crolla tutto il palazzo. Ma se l’Europa sta incasinata peggio di noi…in media, noi che ci stiamo a fare in Europa? Quando si nomina la protezione civile, tutti si danno una grattatina scaramantica e quando appare  “Sua Emergenza”  Guido Bertolaso in tv si fanno il segno della croce. Ogni anno proclama stati di calamità a destra e a manca, nevicate, frane, temporali che mettono l’Italia in ginocchio e lui dallo schermo, serio come un funerale, mette tutti in allarme. È mai possibile che ogni anno ci si ritrovi con gli stessi problemi? Ma quando il tempo è buono, quando le stagioni sono belle (ormai cosa rara) chi dovrebbe occuparsi di strade, fiumi, colline, rimboschimenti e via dicendo, dove sta? Fateci caso, in Liguria ogni inverno è sotto un fiume di fango, allagamenti e frane. Ma a nessuno viene in mente che l’anno dopo, se non prendi provvedimenti, ti ritrovi nella stessa situazione. No, ogni anno, puntualmente ti ritrovi Bertolaso che ti fa l’elenco delle catastrofi. E ancora qualcuno me la chiama “Protezione civile”.

Claudio Pompi

Privatizzazioni o privazioni? (II)

Mussolini rimane nella storia oltre che per essere stato il Duce, anche per essere stato il miglior capostazione d’Italia. Con lui i treni arrivavano sempre in orario. Neanche Luciano Moggi che era capostazione è riuscito a fare meglio, e forse è per questo che ha cambiato mestiere dedicandosi al calcio e facendo arrivare puntualmente alcuni scudetti alla Juventus. Ma per tornare alle ferrovie diciamo che i tempi sono cambiati e che i treni, dopo il fascismo, non partivano e non arrivavano puntuali. Chi, almeno una volta nella vita, non si è trovato alla stazione con le valigie sul marciapiede di un binario in attesa di salire su un treno che non c’era e dopo un po’ di minuti ascoltare una voce femminile, educata e gentile che diceva che il treno per tale destinazione era in partenza dal binario 21 e voi eravate al binario 4? Prendevate le valigie e raggiungevate quel binario. Dopo un po’ la stessa voce vi invitava ad andare al binario 14 e voi, ormai stanchi e con le braccia indolenzite andavate là, al binario 14, insieme ad altri poveri disgraziati come voi; anche loro stanchi e impalliditi. Sembravate un gruppo di deportati. Quello che era strano era che sulla banchina trovavate sempre lo stesso carrettone dello stesso venditore di panini e cestini da viaggio, quelli con il tramezzino farcito con un pollo dell’era del bronzo, come la faccia del venditore, e la frutta di stagione (ma ignoto l’anno del frutto). Era un personaggio inquietante per la sua ubiquità o rapidità di spostamento. Nel frattempo la voce gentile vi spediva al binario 7 e a quel punto sentivate un compagno di sventura che invocava un quinto numero così si giocava una cinquina su tutte le ruote.

Quando la voce gentile di donna vi rimandava come nel gioco dell’oca al binario 4, voi che per natura eravate il più pio degli uomini, sentivate salire dentro un istinto bestiale. Volevate conoscere quella graziosa voce, darle un volto, un corpo, raggiungerla e farle quello che nessuno le aveva mai fatto per poi sopprimerla. Oggi le cose sono cambiate con la privatizzazione delle FS. Oggi c’è Trenitalia! Oggi c’è l’alta velocità. Roma Milano in un lampo, con la Freccia Rossa che Berlusconi avrebbe voluto ribattezzare “Feccia Rossa” per via del colore davanti al quale si gratta pensando ai comunisti annidati ovunque. Oggi non trovate più il classico controllore, quello sempre ingrugnato del …”Biglietto signori, biglietto prego!”. No, oggi sul treno trovate  l’Hostess come sugli aerei che vi coccola (dipende in quale classe vi trovate). Una bella facciata senza dubbio. Ne è passato dai tempi del “treno azzurro” della Napoli Milano, del “Settebello” (non il profilattico!), ve lo ricordate con quella cupola belvedere? Il Pendolino! No oggi al costo quasi di un biglietto di aereo vi trovate in poco tempo a Milano. Ma mi domando: e se Milano mi sta antipatica? Allora prendi un treno ugualmente confortevole ma che va più piano e conoscendo la situazione degli impianti italiani è meglio non correre. Una volta domandavate se era passato il treno e qualcuno vi rispondeva sì o no. Oggi vi sentite rispondere che quel treno non è mai partito! Soppresso! Sciopero da parte dei COBAS o dell’ORSA. Vedi la gente che vaga per le stazioni cercando conferme sulla situazione e non sa se tornerà a casa. Certo la privatizzazione delle ferrovie non ha portato ancora risultati ottimali almeno per quella fascia di utenti che si serve del treno per brevi o medi tragitti quotidianamente per lavoro. La categoria è quella dei pendolari. I treni dei pendolari sono forni crematori viaggianti (quando viaggiano) in estate. L’aria condizionata è un’utopia e i finestrini bloccati un classico. Sono indicati per  perdere qualche chilo in sudore e non è difficile vedere qualche passeggero con accappatoio e asciugamano in testa seduto al vostro fianco. I treni dei pendolari sono celle frigorifere d’inverno. I passeggeri invernali non scendono…vengono scaricati e avviati ai mercati del pesce surgelato. Quattro impiegati, pacco famiglia, al prezzo di due nei punti vendita. Ieri ho mangiato un mio cugino cattivo in vita che però era buono con le patate. Bei tempi quando sui treni facevi amicizie e chiedevi ai compagni di viaggio notizie di uno che non vedevi più sul treno da qualche tempo. Certo le notizie erano un po’ varie e andavano dal decesso improvviso, all’influenza di stagione, alla vincita al totocalcio grazie alla quale si era comprato la macchina!

Claudio Pompi