Dagli al negro!

È iniziata la stagione della caccia! Qualcuno dirà che è iniziata in autunno. Sì, quella alla selvaggina, ma quella al “negro” è iniziata pochi giorni fa nella riserva di Rosarno. Sono saltate fuori doppiette, automatici, sovrapposti. I malcapitati scappavano e si rivolgevano a un poliziotto chiedendo aiuto. – Ce l’hai il permesso di soggiorno? – No! Ma perché, è necessario per non essere presi a fucilate?-   Il poliziotto poi ferma il “cacciatore”: – Ce l’hai il porto d’armi per la caccia?- e quello glielo mostra, è fresco di rinnovo.  – Allora puoi sparargli come ti pare! – e la fuga ricomincia a zig-zag per evitare i pallettoni da cinghiale. Qualche nostalgico della guerra d’Africa rispolvera un fucile caricato con pallottole Dum Dum, sì, quelle che ti procuravano una voragine quando ti colpivano. Adesso è presumibile che il nuovo sport si estenda in altre regioni dove la mano d’opera di colore raccoglie pomodori, frutta, ortaggi e adesso anche fucilate. Per quelli che non hanno un fucile la caccia è possibile con il bastone ma bisogna andare in gruppi non inferiori a cinque. Se questa si chiama accoglienza, è quantomeno calorosa. È il colmo morire ammazzati dopo essere fuggiti dai paesi di appartenenza proprio per non essere ammazzati! Ma io dico, che cavolo pretendono questi uomini che guadagnano tre euro l’ora, la stessa somma netta di un pensionato che paga le bollette, l’affitto, il canone a mamma Rai e la fucilata corre il rischio di beccarla ogni volta che va all’ufficio postale il giorno di riscossione..? Cosa pretendono questi clandestini che non pagano nemmeno le multe (e nessun servizio di riscossione delle imposte potrà mai costringerli a pagare)?  Che gli togli a questi furbacchioni che con la scusa della clandestinità girano liberi per la città? Hanno il televisore con la parabola, o il decoder con Premium o Sky? Va bene che vivono in venti in sessanta metri quadri, però non pagano l’affitto e non hanno il mutuo…neanche la mutua a dire il vero, però tanto prima o poi si muore tutti e pure noi comunitari non è che stiamo allegri con la sanità… La prossima mossa di Sacconi sarà quella della morte domiciliare, ovvero invece di crepare in ospedale per colpa dei medico, il medico verrà direttamente a casa e morirai tra l’affetto dei tuoi cari. Che ne sanno questi clandestini di quanto sia dura la vita di un povero italiano costretto a pagare una nigeriana per un po’ di sesso mentre loro ce l’hanno gratis e di produzione propria? Sono furbi questi clandestini che hanno lasciato la moglie a casa e non gli rompe la mazza come ad un povero italiano… Beati loro che finito il lavoro (nero tanto per rimanere in tono con la pelle), trovano gli amici a casa invece della moglie mentre noi poveri italiani troviamo la consorte incazzata come l’abbiamo lasciata al mattino e gli amici ce li possiamo scordare! Cosa pretendono questi approfittatori che vengono pagati in nero (tanto per rimanere in tono come sopra), mentre a noi poveri italiani ci fanno neri se veniamo pagati in nero? Loro mandano i soldi a casa, esattamente come i nostri evasori mandano i soldi nei paradisi fiscali….. Non tutti, è ovvio, Marrazzo ad esempio li sperperava in altro modo. Noi poveri comunitari non abbiamo più neanche una casa perché non possiamo pagare il mutuo, e l’unico paradiso è quello lassù, sempre che Tremonti non abbia bloccato il flusso di anime chiedendo la restituzione di quelle che già ci sono. Sai che palle ritrovarsi tra i piedi parenti che ci hanno tediato per decenni, e dire che noi siamo andati ai loro funerali per sincerarci che fossero veramente e definitivamente morti! Cari clandestini che ne sapete voi della schiavitù vera, quella peggiore, quando sei schiavo a casa tua? Comunque è grazie a voi se le aziende alimentari sopravvivono e in televisione vediamo un francese che “tiene o’ core napoletano” e mangiamo le patate di Rocco Siffredi oppure il minestrone con gli ortaggi sminuzzati. Non è giusto prendervi a fucilate:  tutto sommato, se proprio dobbiamo tirare a qualcuno prendiamo di mira quanti vi fanno entrare indiscriminatamente e sono d’accordo con le varie camorre e mafie… Magari usiamo un Duomo di polvere di marmo che non lascia il segno, ma fa riflettere.

Claudio Pompi

I miracoli del terzo millennio

Le carceri italiane sembrano diventate delle strutture di meditazione come antichi monasteri. Pentimenti e redenzioni fioccano a tutto spiano. Gaspare Spatuzza detto “u tignusu”, killer della mafia, ha dato sei esami di teologia. Mi domando come abbia fatto, visto che al processo che si tiene a Torino questo signore toccato dal fuoco della redenzione non riesce a mettere tre parole di fila se non aiutandosi con il dialetto. Per quanto intelligente (ma ho qualche dubbio in proposito) non è che i testi (non quelli del processo) siano di così facile comprensione. E’ probabile che i docenti e gli esaminatori siano della stessa zona dove ha vissuto “U tignusu” e, udite udite, intrattiene corrispondenza con le gerarchie ecclesiastiche. Nulla di strano, sempre di cupole si tratta.  In fondo anche sotto il “Cupolone” di San Pietro di fatti e fattacci ne sono avvenuti e magari ancora ne avvengono. La cupola siciliana si rivolse al cupolone romano per riciclare denaro sporco con lo IOR gestito dal mafioso ecclesiastico Marcinkus. La lupara bianca vaticana ha eliminato Papa Giovanni Paolo I e non parliamo dell’omicidio-suicidio del comandante delle guardie svizzere Alois Estermann, di sua moglie Gladis Meza e della giovane guardia svizzera Cedric Tournay. Era un triplice omicidio camuffato, ma dalle Mura Vaticane non è trapelato niente, come sempre. Vogliamo accennare qualcosa su quei bravi ragazzi da oratorio della banda della Magliana che seppure indirettamente hanno collaborato con le “gerarchie ecclesiastiche”? Il cardinale Poletti si prodigò per far tumulare la salma di Renatino De Pedis nella Basilica di Sant’ Apollinare perché il capo della banda della Magliana era una persona “pia e caritatevole” in virtù anche dei servigi cristianamente resi da De Pedis al clero.. Forse sulla lapide del defunto cardinale bisognerebbe scrivere un celebre e sardonico epitaffio “ Qui giace un cardinale che fece del bene e del male. Il male lo fece bene e il bene lo fece male”. Lo stesso vale per Marcinkus. Pertanto aspettiamoci che prima o poi Spatuzza diventi cardinale  e dopo magari venga beatificato per il pentimento trovato. Intanto ha tirato in ballo il Cavaliere e il Senatore Dell’Utri noto presenzialista a banchetti e feste “cupolane”. La magistratura ha tenuto a precisare che Berlusconi non è indagato per mafia anche perché la mafia non ha bisogno di lui, visto che chi comanda già ce l’hanno, magari latitante, ma ce l’hanno. Tirare addosso al cavaliere è lo sport del momento, Tanzi ha perso la balbuzie come miracolato ed ha parlato di aiuti a Berlusconi per fondare Forza Italia. Hanno dovuto mettergli un cerotto sulla bocca per farlo stare zitto! Ve lo ricordate il “caciaro” parmense quando era malaticcio, balbuziente e treme-bond-o? Adesso è bello vispo e riesce a dire anche “trentatretigricontrotrentatretigri” oppure “trentatre trentini entrarono a Trento tutti e trentatre trotterellando”. Berlusconi santo subito! Fa cose dell’altro mondo (lo dice anche Fini) come miracoli! Ridà la parola a Tanzi, dà da mangiare agli affamati del terzo mondo, magari solo a chiacchiere e in tre anni. Ha dato da bere…le balle sulla crisi che è passata ed è alle spalle  degli italiani. Io devo essere in fondo alla fila perché ancora non l’ho vista passare. In compenso abbiamo più di due milioni di disoccupati ma forse quelli appartengono al miracolo della moltiplicazione. Se la crisi è passata lo ha fatto come un rullo compressore. Consoliamoci con Sacconi che ci rassicura con la storiella che l’Italia sta meglio di tutte in Europa. A questa notizia i disoccupati italiani hanno organizzato una mega festa in piazza con bottiglie di Champagne e tartine al caviale.  Cosa pretendiamo da un uomo al quale manca solo di camminare sulle acque…privatizzate o quelle dello stretto di Messina? Quale altro miracolo pretendiamo da un uomo che è riuscito a moltiplicare i suoi profitti e a dimezzare quelli nostri? Lui, l’uomo che dell’Italia ha fatto un azienda col marchio Fininvest e Mediaset. Lui, che ha come casa romana Palazzo Grazioli e agli italiani sfrattati o senza più casa ha dato quella del “Grande fratello”, che casa lo è ma di “appuntamenti”  tipo via Gradoli. A Messina hanno invocato un suo miracolo e il miracolo c’è stato se non è venuta giù tutta Messina. Lui, l’uomo che ha dato nuovi colori all’Italia! Lavoro nero, conti in rosso, tasche al verde, carte blu e notti in bianco dei disoccupati italiani pensando al domani. Gli rimane solo la folgorazione sulla via di Damasco (ma anche la Salerno-Reggio Calabria va bene) dei giudici che lo perseguitano. Chissà se dopo San Pietro in vincoli non avremo anche San Silvio in “vincoli”

Claudio Pompi