La cecala d’oggi

 
Una Cecala, che pijava er fresco
all’ombra der grispigno e de l’ortica,
pe’ da’ la cojonella a ‘na Formica
cantò ‘sto ritornello romanesco:
– Fiore de pane,
io me la godo, canto e sto benone,
e invece tu fatichi come un cane.
– Eh! da qui ar bel vedé ce corre poco:
– rispose la Formica –
nun t’hai da crede mica
ch’er sole scotti sempre come er foco!
Amomenti verrà la tramontana:
commare, stacce attenta… –
Quanno venne l’inverno
la Formica se chiuse ne la tana.
ma, ner sentì che la Cecala amica
seguitava a cantà tutta contenta,
uscì fòra e je disse: – ancora canti?
ancora nu’ la pianti?
– Io? – fece la Cecala – manco a dillo:
quer che facevo prima faccio adesso;
mó ciò l’amante: me mantiè quer Grillo
che ‘sto giugno me stava sempre appresso.
Che dichi? l’onestà? Quanto sei cicia!
M’aricordo mi’ nonna che diceva:
Chi lavora cià appena una camicia,
e sai chi ce n’ha due? Chi se la leva.

Trilussa

Il linguaggio diretto

In politica anche le mani hanno il loro…linguaggio diretto:

Il Senatore Bossi ha chiarito in un acceso ma democratico colloquio

le intenzioni della Lega contro chi si oppone al federalismo fiscale.

Il Presidente Berlusconi ha rassicurato l’alleato circa gli impegni assunti.

La signora nella foto mostra fiduciosa aspettativa nelle promesse del Cavaliere.

Infine Grillo mostra dove tutti i suddetti personaggi

possono appoggiare l’ombrello quando entrano in casa nostra….