Punto G…inganno o verità?

Tra studiosi francesi e inglesi è scoppiata la guerra sul tema dell’esistenza del “punto G”, quel punto che sarebbe all’origine dell’orgasmo femminile. I francesi dicono che esiste, mentre gli inglesi ne negano l’esistenza dicendo che si tratta di una leggenda. Probabilmente dipende dal fatto che i francesi il piacere riescono a procurarlo mentre gli inglesi hanno delle difficoltà con le proprie partners. È singolare il fatto che a trattare un argomento così strettamente legato all’intimo femminile siano per lo più ricercatori maschi.  Le donne, molto più intelligentemente,  se lo studiano per conto loro con il semplice “fai – da- te” o con una campionatura di soggetti maschili che badano poco all’alfabeto ma di più al risultato finale. Figuratevi una coppia in cui lei vuole sapere dove cavolo si trova questo fantomatico punto G.  Lui che furbescamente parte dal punto A e si fa tutto l’alfabeto cirillico, mica quello italiano. Il punto G non l’ha trovato ma in compenso ha trovato il massimo del godimento e lei, ugualmente contenta, ha rinviato la ricerca ad altra occasione. Un ricercatore italiano ha addirittura affermato che questo mitico punto G si trova a circa due o tre centimetri dall’entrata della vagina, non ha specificato la latitudine e la longitudine. Dai! Andare a letto con un righello centimetrato mi pare eccessivo! Pensate poi se lui è un falegname! Andare a letto con nella mutanda un metro da falegname è pericoloso. Metteteci poi l’ignoranza delle tante coppie un po’ disattente a certe problematiche:

– Marì ! Ma tu dove cacchio lo tieni ‘sto punto G?

– Ma guarda bene nella credenza in cucina, mò non mi viene in mente se l’ho comprato! –

Oppure tra donne che hanno confidenza con certi temi…

– Non godo perché mio marito è un semianalfabeta!- e l’altra ridacchiando – Anche il mio. Ma ho ingaggiato un professore di lettere!

– Ci mandi a ripetizione tuo marito?- domanda la prima – No! Ci vado io e lui mi fa fare tutto l’alfabeto…-

Claudio Pompi

Beviamoci sopra

Tra i molteplici vizi e vizietti degli italiani c’è anche quello di alzare il gomito. Beninteso, c’è chi sta peggio di noi ma solo perché hanno più roba da bere come la birra, che in certe parti del mondo occidentale ha molte più varietà. Va anche detto che molte varietà fanno schifo. Però noi abbiamo il vino, il miglior vino al mondo. Altro che i francesi! Ma tornando a questo vizio che è il primo vizio del mondo da che l’uomo ha inventato il vino, bisogna dire che ha i suoi lati buoni a prescindere dal tipo di vino o di alcolico. Bere è una filosofia per molti italiani, bevono per dimenticare i guai, peccato che i guai non bevano per dimenticare loro. Chi non beve in compagnia è un ladro o una spia…oppure è uno virtuoso, un astemio che beve solo acqua e non sa che nell’acqua ci sono i batteri, i virus, l’inquinamento. In teoria l’astemio corre il rischio di morire più del bevitore. Il fenomeno dell’alcolismo purtroppo è molto diffuso anche tra i giovani e mentre prima il vino era ad uso e consumo dei padri e dei nonni oggi lo è anche dei ragazzi. In casa non basta più il boccione da due litri, ci vuole la tanica da cinque litri per accontentare le esigenze etiliste della famiglia medio-rovinata italiana. Chi beve è colui che vuole vivere in una illusione di beatitudine e si illude di poter smettere quando vuole. È un prendersi in giro, bisogna ammetterlo, ma è meglio prendersi in giro da soli che essere presi in giro da chi ti “ubriaca” di cazzate come il governo. Certe decisioni sono prese non per alzata di mano ma per alzata di gomito, anche certi discorsi dei politici sono stati preparati tra una sbronza e l’altra altrimenti non si spiega perché ci si viene a dire che la crisi è passata.  Per le promesse fatte e non mantenute siamo tutti alcolizzati e non c’è nessun centro adatto per disintossicarsi se non le urne per il voto che poi si rivelano delle mini osterie dove ti danno da bere le stesse fregnacce. Il vino e l’alcol in genere sono una dipendenza, e allora che fai? Vai in quei centri dove provano a disintossicarti e sono gestiti da ex viziosi. Spesso ci riescono a disintossicarti e tu sei contento perché finalmente riesci a vedere il mondo come realmente è, uno schifo, ma tu ti senti un altro, perfettamente integrato, consapevole di essere, finalmente, nella merda fino al collo.

Claudio Pompi