Il Natale è passato

Il Natale è stato digerito, magari qualcuno misurerà il colesterolo con la stecca dell’olio, la glicemia la userà per i dolci pasquali, il fegato sarà diventato per alcuni un puzzle da quaranta pezzi e litri di Maalox  avranno riempito lo stomaco ridotto ad una sacca informe e ulcerata. Dice…” Va bene! Ma Natale viene una volta all’anno! E che sarà mai!?”  E fallo venire pure tutti i giorni!!! I danni che procura il Natale te li porti dietro per metà anno, almeno. Digeriti anche i regali, che sono sempre gli stessi in quanto a genere. Mai che trovassi un regalo diverso tipo un quadro del Caravaggio o anche di autori più contemporanei! Neanche per sogno, quelli ce li ha solo Tanzi e ben nascosti (fino a poco tempo fa). Però in fondo è il pensiero quello che conta! Io il pensiero ce l’ho ma sono i soldi quelli che mancano. Però qualche regalino l’ho ricevuto pure io e fra questi uno che mi ha lasciato perplesso, un videogioco di calcio! Ho scoperto che Balotelli non ride neanche quando segna tre gol sulla playstation! Ma benedetto figliolo, ma sorridi qualche volta! Il calcio ti ha dato soldi e fama e tu hai la stessa faccia cupa dei ragazzi come te che invece ogni giorno, in qualche paese africano, aprono gli occhi e imbracciano un Kalashnikov che viene fabbricato per due soldi in Pakistan (ma non solo) come gli scarpini della Nike e lottano per sopravvivere o per reprimere. Sorridi e curati quella malattia che hai in testa perché i capelli colorati a macchie sembrano una infezione della cute… Un altro che non sorride mai è “Bimbo bua” un bel bambolotto biondo che piange sempre e sternutisce. Lo hanno regalato a mia nipote che a due anni si ritrova a fare l’infermiera invece che a imitare la mamma. Immagino che prossimamente, per la Befana, le regaleranno il “ Baby emergency” con tanto di sala rianimazione, mini defibrillatore e camera operatoria. Oggi una bambina non cresce più con quei piccoli sogni ma con delle inquietanti certezze, il suo bambolotto è malato ed inguaribile. Una infanzia passata tra siringhe, pianti e urla strazianti è quanto l’aspetta per il prossimo futuro. Oggi il Natale è di marca cinese, non c’è un giocattolo, un capo d’abbigliamento, un oggetto che non sia stato fatto dai cinesi. Anche la moglie di un mio amico è stata fatta dai cinesi, per la verità era solo uno ma lei ha detto che quello faceva per dieci. Babbo Natale ha dovuto fare un corso di lingua cinese per prendere i regali in Cina. È partito con una slitta trainata da ben dodici renne ma quattro gli sono state abbattute dallo smog cinese, due si sono beccate l’influenza dei polli, tre sono state sequestrate per riprodurle nei laboratori cinesi e griffarle con “autentici” marchi falsi. Quando i bambini cinesi hanno visto Babbo Natale hanno gridato in coro…” Che bello lo spot della Vodafone! “.  Il brutto della faccenda è che oggi anche i bambini italiani dicono la stessa cosa. Anche Lippi ha scritto a “Babbo Natale Vodafone” dicendogli se a giugno 2010 può passare in Sud Africa e mettersi la maglia azzurra per regalarci qualche giocata delle sue.

Claudio Pompi

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2 commenti

  1. tinti said,

    dicembre 30, 2009 a 5:33 pm

    caro amico ,sempre e comunque ,anche quando non c’ è proprio da ridre mi fai sorridere,sei abile e capace!Complimenti!Augurissimi!Tinti

    • claudio said,

      dicembre 31, 2009 a 6:08 am

      Grazie amica mia e buon fine anno, ai botti ci pensa l’abbronzato Obama.


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