Privatizzazioni o privazioni? (IV)

Quello della sanità è un classico del misto privato-pubblico. Si chiama convenzione (in certi casi bisognerebbe ricorrere a quella di Ginevra o a quella dell’Aja). Chi è il convenzionato? Dicesi convenzionato persona che non avendo mezzi economici sufficienti per le cure mediche decide di sottoporsi ad asportazioni errate o ingiustificate di organi. Nei casi migliori di essere sottoposto a trattamenti farmacologici inappropriati dopo visita telefonica da parte del medico di base. Sapete qual è la frase più ricorrente dei medici di base? “Non si allarmi! Stanno tutti così…è il periodo!”

Rimani basito al telefono, pensi che non è possibile che tutti si siano beccati una distorsione del piede per la quale tu hai chiesto quale medicamento puoi usare e il medico, che di base ha solo la laurea, ti detta il nome di uno sciroppetto costoso, non mutuabile, che peraltro tu hai nella tua discarica casalinga di farmaci per cure fai da te (ma a volte è meglio che farsi fare dal medico a meno che il medico non sia una bella gnocca e voi uno non ancora da rottamare, cosa probabile).

Ci sono molte case di cura private ma che sono convenzionate con il SSN (Sconquasso Sanitario Nazionale). Si sta cercando di spostare tutta la sanità verso le cliniche private e di fare un sistema di tipo americano nel quale entrerebbero le compagnie di assicurazioni che con le polizze intascherebbero milioni di euro facendo felici grandi e noti azionisti. Chi non ha la possibilità di stipulare una polizza per garantirsi le cure può rivolgersi al SSN con i pochi ospedali rimasti che sono enormi complessi a monoblocco o a padiglioni fatiscenti o solo in parte ristrutturati.

Ci sono dei rischi anche nelle strutture private convenzionate come la Santa Rita a Milano, dove per una tubercolosi ti portano via un polmone ma forse perché nessuno li aveva avvertiti che dal 1945 anche in Italia esistono gli antibiotici, dono gradito degli americani insieme alle meno gradite bombe che ci hanno sganciato sulla testa. Ma in quella clinica più che dei medici c’erano dei ragionieri e commercialisti, visto che chiedevano rimborsi per operazioni fasulle e inutili, mutilando soggetti che non avevano nessun bisogno di interventi. Tutto per intascare i soldi del SSN. Se invece il paziente poteva pagare di sua tasca allora la prassi era diversa, normale. Nelle case di cura nessun codice colorato…se paghi, al massimo c’è il codice penale. Ma non lodiamo eccessivamente il vecchio sistema assistenziale ancora in atto. Entri per un ernia inguinale destra e ti ritrovi con due sbreghi, uno a destra e uno a sinistra. I familiari chiedono spiegazioni e invece di dire la verità e cioè che avevano sbagliato lato ti rispondono che di ernie ce ne erano due. Tutti contenti per la bravura della equipe! Giuro che è veramente accaduto!

Chi è povero può crepare tranquillamente in un ospedale pubblico tra codici verdi, gialli e rossi, come un semaforo, passare da un colore all’altro nell’attesa… di passare al Creatore.

Claudio Pompi

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2 commenti

  1. Ciro said,

    dicembre 5, 2009 a 10:13 am

    Claudio!
    hai dimenticato il codice ” argento ” …è quello che , poi, i cosiddetti “sanitari” (da non confondere – si offenderebbero – con i noti e nobili “troni” di ognuno di noi) lo convertono , con grande maestria in codice ” zinco ” , quale involucro del più caldo ” cappotto ” di legno.
    Ti auguro una felice giornata
    Ciro

  2. claudio said,

    dicembre 5, 2009 a 10:42 am

    Ciro, il codice argento è di questi giori e il mio pezzo è di una settimana fa! Sono bravo ma non ho ancora il dono della preveggenza! Mi sto attrezando.
    In quanto ai sanitari mi viene da pensare che certi medici stronzi sono degni dell’apposito “sanitario”
    Ciao


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